Nick Hakaway

Il Mondo Dopo la Fine del Mondo

Ed. Mondadori 2009

 

 


Questo esordio narrativo abbatte a spallate i confini tra i generi letterari: è al contempo una favola politica sull'assurdità della guerra, un'opera sarcastica di fantascienza sui pro e i contro dell'Apocalisse, un thriller imbottito di cospirazioni, guerrieri ninja e cani cannibali, un horror alla Lovecraft sul nostro futuro mica tanto remoto. La trama in soldoni: le Bombe Svuotanti hanno cancellato intere zone della realtà dalla faccia della terra. Un soldato senza nome e il suo eroico amicone Gonzo Lubitsch devono affrontare l'inimmaginabile minaccia che viene dall'esterno della Zona Abitabile: un assortimento da incubo di mutanti e mutazioni. Non contenti di avere fra le mani il destino dell'umanità, i due finiscono per trovarsi coinvolti in un triangolo amoroso potenzialmente catastrofico. Accompagnati da una ciurma di guerrieri male assortita e rotta a ogni esperienza, i nostri eroi riusciranno a salvare questo caoticissimo mondo postapocalittico? E soprattutto: ne vale la pena? Salutata dalla stampa internazionale come un'opera esilarante e profonda, erede di Comma 22 e del miglior Kurt Vonnegut, questa avventurosa odissea comica in 3D dotata di effetti sonori speciali, rappresenta l'irruzione sulla scena letteraria mondiale di un autore pieno di un talento.

Un romanzo che qualcuno, che non mi ricordo chi fosse, mi aveva raccomandato, e la cui presentazione è perlomeno invitante, se non proprio entusiasta. Le prime pagine mi hanno colpito davvero molto, preparandomi ad un romanzo scopiettante, magari un po' surreale, ma ironico e profondo allo stesso tempo. A un terzo del romanzo ho capito che mi ero completamente sbagliato. Non che non fosse surreale, ironico e profondo, ma non era scopiettante per niente, anzi. L'autore si compiace molto della sua capacità di elaborare concetti, di trovare metafore, di illustrare con esempi, paragoni e ancora altri esempi le sue idee sul mondo, condendo con queste le disavventure che fa passare ai suoi personaggi, e in questo modo rendendo la narrazione troppo spesso estremamente pesante da sopportare.
Devo ammettere che l'idea di base è molto interessante, e alcuni dei personaggi davvero indovinati e perfettamente descritti, con l'assunto fondamentale dell'incontrollabilità di qualunque guerra che nasce sempre per fini normalmente stupidi e che merita davvero un encomio per come è rappresentato. Ci sono scene davvero spassose, concetti profondi rappresentati perfettamente da comportamenti surreali, una prosa ricca e coinvolgente... Ma ci sono lunghissimi periodi in cui si ripetono e si esemplificano concetti seri, considerazioni profonde che si arrotolano su se stesse senza che si faccia un singolo passo avanti nella vicenda
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Ho avuto diverse volte la tentazione di abbandonare la lettura del romanzo, ma poi mi ha fermato semplicemente la curiosità di sapere come va a finire, perché Hakaway è abile a portare fino in fondo qualche dubbio sulla conclusione, anche se un grosso sviluppo si ha a circa tre quarti del romanzo, ma non volendo fare spoiler, non ne dico niente. Dico solo che le ultime 100 pagine le ho lette solo parzialmente, saltando completamente le infinite elucubrazioni, i problemi personali del personaggio principale, le infinite considerazioni pseudofilosofiche che fanno volume ma non aggiungono niente a quanto già ampiamente detto. E sono arrivato alla fine. Che poi non è sta gran cosa.
Un romanzo che ha tantissimi aspetti positivi, ma che posso raccomandare solo a chi considera Guerra e Pace una lettura veloce e non impegnativa.

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